RITMI DI CRESCITA E DI APPRENDIMENTO

28 ottobre 2016 - Anna Lisa Di Giacinto

RITMI DI CRESCITA E DI APPRENDIMENTO

L’importanza di rispettare i tempi di maturazione individuali di ciascun bambino


Aspettare, attendere, pazientare. Anche in questo consiste il mestiere di insegnanti.  Osservare l’andamento dei processi  di crescita dei bambini ed agire nel rispetto dei loro tempi, senza imporre la fretta, senza l’assillo di far loro raggiungere mete e obiettivi  entro i tempi rigidamente scanditi dagli standard evolutivi. Senza pretendere che diano risposte immediate alle nostre richieste, agli stimoli offerti ma abbiano il tempo di assimilarli, di farli propri e di reagire ad essi nei tempi e nei modi imposti dalla loro natura e dalla loro capacità di adeguarsi alla realtà.

Insegnare significa assecondare e non forzare i ritmi individuali di crescita di ciascuno, tenere conto del fatto che lo sviluppo non segue sempre percorsi rettilinei e lineari in ascesa ma può procedere a balzi, contemplare anche momenti di regresso o momenti di stasi legati a fattori variabili, che possono essere la nascita di un fratellino, l’ingresso a scuola, un qualsiasi altro cambiamento che va ad incidere nella vita dei bambini o semplicemente perché ciò è insito nella crescita ed è perciò assolutamente naturale.

L’atteggiamento dell’adulto rispetto al bambino è fondamentale. I bambini hanno bisogno di avere accanto un insegnante capace di condurli per mano, che sappia interpretare i loro bisogni e dare loro le giuste attenzioni. Un insegnante capace di scrutare nei comportamenti, di comprendere il perché di una scelta, di saper accettare anche il silenzio come risposta.  E piuttosto che giudicare, puntare il dito contro per rimarcare aspetti ed atteggiamenti ritenuti negativi, incoraggiare ogni più piccola conquista, sostenere i progressi, gratificare, dare fiducia. Questo è il modo sicuro perché ciascun bambino possa imparare a conoscersi e ad apprezzarsi, scoprire le proprie attitudini, e grazie agli insegnamenti offertigli dalla scuola possa coltivarle e portare a fioritura la propria personalità.

Un insegnante ottimista che non attende il bambino al traguardo nei tempi da lui attesi ma lo accompagna strada facendo sostenendolo con l’ascolto, ad attraversare nuovi paesaggi e a conseguire nuove acquisizioni consentendogli di esprimersi al massimo delle sue capacità. Egli sa che il bambino, ogni bambino ha bisogno del suo tempo, e che prima o poi, a ricompensare le sue cure e le attenzioni, sboccerà.

Non serve correre, anticipare i tempi, forzare la natura delle cose. È importante invece recuperare la calma, la lentezza, restituire valore all’attesa. Un’attesa fiduciosa, soprattutto quando i tempi non sembrano propizi, nei momenti più bui.  Anche i periodi di grande creatività sono talvolta preceduti da momenti di stallo  e le apparenti “battute d’arresto” nello sviluppo stanno in realtà preparando la fioritura di una nuova persona, una persona più matura che aspetta di poter esprimere le sue forze al momento più opportuno. Il mito di Persefone così narra: la fanciulla, rapita da Ade, trascorreva metà dell’anno sotto terra, e in quel periodo dell’anno la natura piangeva la sua assenza, restando sterile; ma quando Persefone tornava alla luce portava con sé la grande fioritura della primavera. La natura, che è maestra di vita anche in questo ci ricorda che è importante saper aspettare. Ogni anno la primavera torna a spazzare il gelo dell’inverno e a scaldare le giornate. Ma bisogna avere pazienza: attendere la pioggia, il sole, l’avvicendarsi delle stagioni. I bambini hanno bisogno di sentirsi pronti, per fare un nuovo passo, intraprendere un nuovo cammino, aprirsi al mondo esterno con fiducia. Non importa quando si giungerà al traguardo, l’importante è essere in viaggio, eliminare gli ostacoli alla crescita e all’apprendimento che incontreremo, credere che il momento giusto prima o poi arriverà. Quel che importa è seguire le tracce del nostro percorso, del nostro destino, che non somiglia a nessun altro, con le sue tappe, i suoi ritmi di marcia e le sue soste. Le cadute anche, e i piccoli fallimenti…

Il bambino che trova la possibilità di portare a maturazione il suo frutto in pieno rispetto e in piena libertà è un bambino che si sente completamente accolto, che sente la motivazione a fare, a prendere iniziativa nel gioco, nella conversazione; che mostra tranquillità e sicurezza emotiva, voglia di accogliere le proposte e partecipare. Che accetta di buon grado di assumere ruoli ed incarichi, di cimentarsi nel disegno e nelle varie attività. Un bambino che trova la sua dimensione all’interno della scuola, che si sente integrato nel contesto scolastico, desideroso di imparare e dare il proprio contributo.

Purtroppo non sempre esistono le condizioni favorevoli affinché ciò accada. Per instaurare relazioni fondate sull’ascolto, sul rispetto e sulla fiducia è necessario che la scuola disponga, tra le altre cose, soprattutto di risorse umani sufficienti in modo che le insegnanti possano dialogare con i bambini, dedicare loro tutto il tempo e le attenzioni per fare in modo che si sviluppino in modo armonioso e ciascuno di loro possa portare a compimento il progetto della propria personale evoluzione.

A conferma di quanto abbiamo detto e a conclusione del nostro discorso, due stralci dal libro  Slow school Pedagogia del quotidiano di Penny Ritscher (docente dei C.E.M.E.A., movimento di educazione attiva): “Verso la fine dell’inverno non vediamo l’ora che fiorisca il mandorlo. Se vogliamo, possiamo concimarlo e annaffiarlo, ma è inutile stuzzicarlo, incalzarlo, misurarlo- il mandorlo fiorisce quando è il suo momento, un po’ prima o un po’ dopo a seconda se la stagione è stata più o meno fredda. Segue la sua logica, il tempo delle piante”. E  così per la crescita dei bambini: “È inutile voler anticipare le stagioni di crescita dei bambini, anzi, è controproducente. La crescita dei bambini rimane, in fondo, assai misteriosa. Ogni bambino ha la sua personalità, la sua storia, i suoi tempi. La crescita individuale va seguita con rispetto e fiducia. Non bisogna cadere nella trappola di voler produrre dei bambini “primizie” che “maturano” prima del loro tempo, saltando le stagioni e sciupando il sapore”.

Per saperne di più, qui un’intervista alla stessa autrice: https://youtu.be/G8CY8k1f3Do

Reimparare l’arte dell’attesa, dunque. Se sappiamo aspettare mantenendo sempre un atteggiamento positivo, ogni cosa si realizzerà al momento giusto.  Se pensiamo alla fiaba di La Bella Addormentata, la protagonista ha dormito per cento anni, ma poi… J