Le bambine e la scienza: rosee previsioni, utopia o realtà?

12 ottobre 2017 - Gabriella Santini

Le bambine e la scienza: rosee previsioni, utopia o realtà?

Il futuro è rosa?


Esiste una Giornata Internazionale dedicata alle Donne e alle Ragazze nelle Scienze. Navigare per credere http://womeninscienceday.org/. Che poi, lo so, di Giornate dedicate ce ne sono quasi per ogni cosa – persino calendari che le registrano http://www.centrounesco.to.it/?action=view&id=337,http://www.sparklingcode.net/giornatamondiale/sthash.Ujbg8OCr.dpbs#sthash.jcthI4Fi.dpbs, https://www.unric.org/it/ricorrenze/31093-giornate-internazionali - del gatto, dei nonni, di Darwin, della natura, della lingua madre, dei libri, della donna, della tristezza, della lentezza, della felicità, della radio, delle zone umide, delle malattie rare, persino della Nutella... Si affastellano, si contraddicono, si sovrappongono; ma certo una Giornata a tutela delle donne nelle Scienze intristisce; anche se non stupisce. La scienza, infatti, e tutte le discipline a essa collegate, restano purtroppo appannaggio maschile. Ne ho già accennato qui http://fr.liscianigroup.com/blog/club-degli-insegnanti/1/post/l%e2%80%99interesse-per-la-scienza-sta-ai-bambini-come-la-passione-per-il-gioco-sta-all%e2%80%99infanzia/213#.WbgnmYX9naY, ma l’argomento merita di essere sviscerato.

Un breve salto nel passato servirà a nutrire la curiosità ma non a dirimere i tanti dubbi né a darci risposte – troppe le motivazioni e altrettanti gli aspetti da tenere presenti.

Notizie certe documentano la prima scienziata vivente intorno al 2354 a.C. ma anche che, per esempio, nonostante la civiltà egizia – come pure quella persiana, assira e babilonese - permettesse alle donne di ricoprire ruoli di prestigio, in realtà, solo a cinque o sei di loro consentì di diventare faraone. E così fu per altre cariche pubbliche.

Su una ventina, un nome rifulge ancora a dispetto della lontananza temporale: quello di Ipazia (http://matematica.unibocconi.it/autore/ipazia-dalessandria), astronoma, matematica e filosofa greca nata nel 370 d.C. e morta ad Alessandria l’8 marzo 415 d.C. (che data, eh?), un esempio ancora oggi valido di appassionata e illuminata mente scientifica femminile.

E dopo? Si hanno notizie ufficiali di una decina di scienziate nel Medioevo, di pochissime tra il 1400 e il 1500, di una dozzina nel 1600, di una ventina nel 1700, di ben un centinaio nel 1800.

All'inizio del XX secolo, molti paesi europei precludevano ancora alle ragazze l'ingresso nelle università e nei licei. Nonostante tutto, sprezzanti delle difficoltà e della marcata e discutibile invisibilità, molte scienziate hanno contribuito significativamente allo sviluppo della scienza: continuano a farlo.

E i premi Nobel al femminile? Di certo troppo pochi in proporzione, e sono quelli di Marie Sklodowska Curie per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911, della figlia Irène Joliot Curie per la chimica nel 1935, di Marie Goeppert Mayer per la fisica nel 1963, di Dorothy Crowfoot Hodgkin per la chimica nel 1964, di Ada Yonath per la chimica nel 2009. Meglio non citare i tanti casi di premi Nobel negati perché al femminile, ché la casistica è più ampia di quelli riconosciuti.

E oggi? I dati sono incoraggianti? Le astronome sono più di 2.000, le ricercatrici universitarie superano il 50% delle presenze, con punte dell'80% nelle facoltà umanistiche, mentre scendono al 30/40% nelle scienze biologiche, sono circa del 50% nelle matematiche, mentre ancora al di sotto del 20% nelle facoltà di ingegneria e agraria.

Volendo approfondire questo tema, di per sé vasto e interessante, potete anche visitare il portale tematico http://www.donnenellascienza.it/ rivolto agli insegnanti e agli appassionati perché promuovano una scienza finalmente libera da condizionamenti e stereotipi.

Dunque, il futuro è… rosa?