LA FAMIGLIA A CONTATTO CON LA NATURA

14 giugno 2019 - Dott.ssa Barbara Sereni e Dott.ssa Agnese Checchinato

LA FAMIGLIA A CONTATTO CON LA NATURA

L'importanza dello stare insieme condividendo esperienze e curiosità a contatto con la natura


 Già nel IV secolo a.C. il filosofo Aristofane scrisse che formare non significa “riempire un vaso, ma accendere un fuoco”. E’ così, dunque, che i genitori che formano i loro figli, in quanto li crescono e li educano, possono considerare la loro complessa missione.

La scintilla, a cui possono dare il via i genitori in quanto educatori, è la passione. La passione dei bambini nel fare, nel costruire, nello scoprire.

Educazione è, quindi, non solo trasmissione di nozioni e saperi astratti, ma è anche e prima di tutto, il fuoco della conoscenza del mondo, delle persone, degli esseri viventi più in generale. Ciò significa che la pausa estiva, ovvero la sospensione dalle attività scolastiche, non deve essere considerata come la sospensione degli apprendimenti dei nostri figli, ma può e deve essere vissuta come occasione unica di crescita, di sperimentazione.



Quale momento migliore, per un bambino, per dedicarsi alle scoperte e alla passione per un’attività se non quando ha più tempo per farlo? Vacanza è anche e prima di tutto interruzione/sospensione dai ritmi frenetici della quotidianità, che spesso ci tengono costantemente attivi (sul piano motorio e intellettivo) e così rendono difficile il poter vivere secondo i propri tempi esperienze nuove, lente e che, nella loro semplicità, restano facilmente impresse nella memoria dei bambini. Vacanza è anche, quando possibile, scoperta di nuovi luoghi, nuove atmosfere, nuovi incontri. Tutto ciò, ovvero lo spostarsi da casa per un periodo definito e il fatto che in vacanza cambino drasticamente i ritmi quotidiani, stimola fortemente le capacità di adattamento dei nostri bimbi a realtà differenti. Questo genera “elasticità” di pensiero ed anche emotiva. Allontanarsi dalle sicurezze dei luoghi domestici, conosciuti, in un certo senso può destabilizzare il bambino che, quindi, è indotto a cercare dentro di sé e nei suoi compagni di viaggio, le energie e le forze per adattarsi alla nuova realtà “temporanea”. Si possono considerare le vacanze, in tal senso, come una importante occasione che viene data ai nostri bimbi per riscoprire loro stessi, per venire a conoscenza di nuove competenze, per incontrare nuovi stimoli.

Ciò vale anche per il nucleo famigliare, in senso generale: le vacanze trascorse in famiglia, proprio per le loro caratteristiche di rallentamento dei ritmi quotidiani e di cambiamento di luoghi e situazioni, inducono la famiglia a ristabilire i ruoli interni, a vivere unici momenti di condivisione e a riadattare le proprie abitudini con sincronia. Una opportunità davvero preziosa data a bambini e famiglie dalle occasioni di vacanza è, anche, quella di ritrovarsi come esseri viventi e abitanti della Terra. Nelle situazioni di contatto con la natura, molto più frequenti durante le vacanze estive anche grazie alle condizioni meteorologiche, si può davvero accendere quella scintilla di cui scriveva Aristofane: il piacere e la passione per la scoperta, il vissuto del contatto con l’ambiente naturale, la sperimentazione dei materiali, la sensorialità data da profumi, colori, suoni. Sono tutte ineguagliabili occasioni di esperienze che, arrivando dritte al cuore dei nostri bambini, favoriscono e velocizzano di molto gli apprendimenti.


Scriveva la nota pedagogista Maria Montessori (1968): “ Le cure premurose verso gli esseri viventi sono la soddisfazione di uno degli istinti più vivi dell’anima infantile. Perciò si può organizzare facilmente un servizio attivo di cure alle piante e specialmente agli animali. Nessuna cosa è più capace di questa di risvegliare un’attitudine di previdenza del piccolo bimbo che vive il suo attimo passeggero, senza cure per il domani.Ma quando sa che quegli animali hanno bisogno di lui, che le pianticelle si seccano se non le innaffia, il suo amore va collegando con un filo nuovo l’attimo che passa col rinascere del giorno seguente.”

Risulta chiaro, quindi, quanto siano proprio la passione e l’amore del bambino ad essere attivati e quanto, il senso di responsabilità che deriva dal rapporto con gli elementi naturali attraverso esperienze di cura, faciliti l’apprendimento, anche di concetti complessi come quelli di “spazio” e “tempo”.

La Montessori evidenziava, già molti anni addietro, l’importanza del rapporto del bambino con la natura: educazione ambientale, creazione e cura di giardini e orticelli domestici, esperienze in fattorie didattiche, cura e rispetto per gli animali. Si tratta di attività che possono essere promosse dalle famiglie nel corso delle vacanze e delle pause dalle attività e che, fortunatamente, anche le scuole stanno sempre più riscoprendo.



Ma cosa fare quando le condizioni meteorologiche non lo consentono o si è impossibilitati a recarsi presso uno spazio verde?

- Raccontare ai bambini della natura: farli appassionare agli elementi naturali, alle stagionalità dei prodotti, alle caratteristiche di animali e piante. Possono aiutare dei libri illustrati o dei giochi in scatola specifici;

- Coltivare un piccolo orticello sul balcone: sono sufficienti pochi vasi per dare una enorme soddisfazione. E’ possibile, ad esempio, creare un piccolo vivaio di piante aromatiche (e magari di pomodorini) che poi verranno utilizzati nelle preparazioni culinarie;

- Cucinare con i bambini: ancor meglio se vengono inseriti prodotti coltivati dai bimbi stessi. Questo induce conoscenza, rispetto e apprezzamento per i prodotti alimentari;

- Condividere momenti in famiglia con giochi in scatola educativi: sono presenti in commercio fedeli riproduzioni dei progetti montessoriani. Se non è possibile recarsi in fattoria perché piove, ad esempio, è possibile ricreare scenari e paesaggi per comprendere come sono organizzati questi ambienti.