IO LEGGO A 3 ANNI

07 febbraio 2018 - Redazione Lisciani

IO LEGGO A 3 ANNI

Arriva il nuovo metodo Lisciani per l’apprendimento della lettura


Si chiama “Io leggo a tre anni” ed è la nuova famiglia di giochi arrivata in casa Lisciani. A farne parte sono per ora due novità: “Io leggo a 3 anni con gli amici animali” e “Io leggo a 3 anni con l’allegra fattoria”.
 

Alla base dei due giochi c’è un vero e proprio metodo didattico, il Metodo Lisciani, che permette ai più piccoli di imparare a leggere in maniera ludica, divertente e senza costrizioni ben prima di arrivare nelle aule scolastiche.

In Italia, infatti, i bambini imparano a leggere quando arrivano alla scuola primaria. In verità entrano in confidenza con le parole molto prima dell’età scolare. Lo fanno anche semplicemente guardandosi intorno per strada, dove per esempio vedono le insegne dei negozi o dei manifesti, oppure lo fanno stando in casa, osservando il papà che legge un giornale o qualsiasi altra scritta.

Il noto ricercatore americano Glenn Doman sosteneva che i bambini potessero imparare leggere e comporre parole già da piccoli: i giochi di “Io leggo a 3 anni” consentono loro di imparare gradualmente a riconoscere le lettere e le parole. Questo grazie all’attività di sovrapposizione e a quella di confronto che il gioco propone attraverso l’uso delle tessere da posizionare sulle schede illustrate (contenute nella confezione).

Il bambino osserva le parole e le immagini e, così facendo, impara a riconoscere le lettere dell’alfabeto e a costruire parole intere.

Il Metodo Lisciani è stato ideato da Giuseppe Lisciani ed è stato sviluppato sulla base di una pluriennale attività di ricerca pedagogico-didattica. “Imparare a leggere è un’attività che diverte il bambino - spiegano dal team di Ricerca e Sviluppo dell’azienda Lisciani -, ma soprattutto è un’occasione di condivisione che incuriosisce i più piccoli e permette loro di divertirsi insieme ai genitori. Attraverso il gioco, si crea un’occasione per stare insieme e il bambino fa esperienze significative, cioè esperienze che hanno un significato apprezzabile”.