Identità è … Affermare la proprio differenza, la propria unicità.

22 febbraio 2016 - Anna Lisa Di Giacinto

Identità è … Affermare la proprio differenza, la propria unicità.

Un percorso didattico per riflettere sull’importanza di essere se stessi.


Per i piccoli che iniziano a scrivere la propria storia, parlare di identità è utile e interessante. Il tema è ampio e presenta diverse sfaccettature. Sicuramente, uno degli aspetti più importanti ai fini della strutturazione dell’identità, riguarda la scoperta del valore delle differenze, sia fisiche che caratteriali, mentali e culturali. Le differenze fanno la nostra unicità, arricchiscono il mondo, lo rendono vario, bello e più umano. Sono il fondamento dell’esistenza e non l’eccezione. Per sensibilizzare i bambini all’argomento, prendiamo spunto dalla lettura di una poesia di Janna Carioli che ha per protagonisti alcuni animali, intitolata appunto Identità:

Se sei un corvo con il becco tutto giallo
Rimani nero e non fare il pappagallo.
Se sei giraffa mostra fiera quel tuo collo       
Se sei tacchino non ti trasformare in pollo.
Se sei lombrico e non vuoi aver rivali
Non ti spacciare per un cobra con gli occhiali.
E l’ippopotamo che sta leggero a galla
Non può volare come fosse una farfalla.
Ognuno è bello quando ciò che vedi fuori
Ti rappresenta veramente i suoi colori.
Ognuno è bello per com’è, per quel che vale
E non importa se son grilli o son cicale.
  
L’identità si fonda dunque sulle caratteristiche peculiari che contraddistinguono ciascun individuo e lo differenziano rispetto ad un altro rendendolo un soggetto unico e irripetibile. Il messaggio della poesia è evidente: la bellezza di essere se stessi e di imparare ad accettarsi per quello che si è, senza dover per forza  assomigliare a qualcuno. Certo avere modelli di riferimento è importante, si cresce per processi imitativi ma è necessario sapersi staccare da essi e divenire quello che propriamente si è, realizzare compiutamente la propria essenza. Per riuscire ad individuare ed esaltare quelle che sono le proprie qualità distintive, occorre intraprendere un percorso di conoscenza di sé, che avviene attraverso il confronto con gli altri e la realizzazione di sempre nuove esperienze. In sostanza, occorre allontanarsi un po’ da se stessi per potersi riconoscere e ritrovare. Dopo la conversazione, finalizzata a far emergere le idee e le osservazioni dei bambini intorno agli argomenti della poesia, intraprendiamo un’attività di lettura di immagini per individuare le caratteristiche principali degli animali citati nel testo. Cosa distingue un animale dall’altro e cosa li accomuna? Cosa differenzia sostanzialmente ciascuno di noi dagli altri?  Scoprirsi simili ed unici allo stesso tempo, forse è questo quello che più importa nel processo di ricerca e costruzione della propria identità. Nel libro dell’autrice Giusi Quarenghi “Io sono tu sei”, così si dice delle due amiche protagoniste: “(…) questo probabilmente avrebbero scoperto: com’erano diverse, nella loro uguaglianza, e com’erano uguali, nella loro diversità …” Creiamo allora, attraverso il gioco, occasioni di reciproca conoscenza perché l’identità si costruisce nel confronto con la diversità e attraverso la conoscenza dell’altro. Il confronto fa emergere le differenze di ciascuno e l’identità è sempre reciprocità. In seguito all’attività descrittiva e alla consultazione di vari libri per approfondire la conoscenza degli animali, i bambini li rappresentano mettendo ben in risalto i loro tratti distintivi (i bargigli del tacchino e la sua grande coda, la pesantezza dell’ippopotamo, ecc.), usando la tecnica degli acquerelli. Con i disegni dei bambini realizziamo alcune carte-gioco numerate che illustrano il testo e conserviamole dentro una scatola (la “scatola dell’identità”) con impressa la scritta “A ognuno il suo colore”, a sintetizzare il messaggio centrale della poesia. 

Mentre i bambini giocano a scomporre e ricomporre il testo poetico ricordando il giusto ordine dei versi, emergono sempre nuove riflessioni da approfondire eventualmente con altri percorsi.

A conclusione, il video “I colori” https://youtu.be/ZxAWp1NYol4.  dello scrittore, artista e illustratore Fuad Aziz, ancora a ribadire l’importanza di essere orgogliosi del proprio colore. Poter dire “a me piace il mio colore” e riuscire a conservarlo rimanendo se stessi, senza rinunciare ad assaporare nuove esperienze. Saper cambiare, adattarsi alle situazioni, non aver paura di provare, sperimentare percorsi di autonomia. Così il corvo Nerone, in un libro dello stesso Fuad Aziz intitolato “Il mio colore”: “Io vorrei volare su un mare blu, su un campo di grano giallo e nel rosso di un tramonto, ma voglio rimanere sempre del mio colore”. La bellezza di sognare in grande, senza dimenticare e rinnegare le proprie origini perché avere e conservare una propria identità è fondamentale per non perdersi. 
La scuola ha il compito di scoprire e valorizzare i talenti, permettere a ciascuno di sviluppare appieno le proprie potenzialità creative, rafforzare attraverso nuovi stimoli l’identità personale di ogni bambino. Condizione essenziale della felicità è “far fiorire” ciò per cui siamo nati, affermare il nostro diritto alla “disuguaglianza”. Condizione della felicità e anche della libertà: “Quando perdiamo il diritto a essere diversi, perdiamo il privilegio a essere liberi”(C. E. Hughes).