Genitore moderno: piccola guida per i papà

30 gennaio 2019 - Cristiano Catalini

Genitore moderno: piccola guida per i papà

Essere papà, si sa, è assolutamente meraviglioso. Ed è altrettanto vero che sia assolutamente difficile essere dei bravi papà…


Essere papà, si sa, è assolutamente meraviglioso. Ed è altrettanto vero che sia assolutamente difficile essere dei bravi papà…

 Il logorio della vita moderna, come recitava una vecchia réclame, porta via tempo ed energie da dedicare alla cura dei nostri ragazzi. Spesso però, non è tanto un problema quantitativo, bensì qualitativo quello che dobbiamo affrontare: per compensare le nostre mancanze, piuttosto che rivolgere ai nostri bambini le giuste attenzioni, rischiamo di eccedere nel donare loro oggetti ed esperienze delle quali non è detto abbiano bisogno.



TROPPI STIMOLI, NESSUNO STIMOLO!

 

Chi più chi meno, tutti noi ricordiamo i pomeriggi trascorsi a giocare nel cortile, inventando ogni sorta di avventure… O sedie e divani trasformati in fortini, vascelli, castelli… Giochi sì, ne abbiamo avuti, ma la nostra più potente console è stata la fantasia. Oggi i ragazzi sono sottoposti ad un numero impressionante di input esterni, e rischiano di perdere il contatto col loro fantastico mondo interiore. Li vediamo annoiarsi con facilità se non hanno qualcuno che gli dica come divertirsi… Ecco, insegnare loro a sviluppare la creatività e divertirsi secondo il loro gusto, li aiuterà a trovare degli stimoli autentici e che rispondano maggiormente alle loro inclinazioni. Inoltre, partecipare attivamente a questo tipo di esperienze assieme a loro, li fa sentire considerati ed accresce la loro autostima.




GENITORI, NON AMICI

 

Un altro errore di compensazione nel quale spesso si incappa, è quello di porsi su di un piano paritetico rispetto ai nostri figli. I bambini ed i ragazzi hanno bisogno di poter fare affidamento su di noi, sulla nostra presenza, come punto di riferimento “alto”. Se ci comportiamo troppo da amici, potrebbero non percepirci più come referenti autorevoli. Perciò, qualora dovessimo proibire loro qualcosa o riprenderli per un atteggiamento sbagliato, interpreterebbero il nostro comportamento come ingiusto e vessatorio.

 


AUTOREVOLI, NON AUTORITARI

 


Dobbiamo perciò essere bravi a far capire loro che siamo al loro fianco e pronti a sorreggerli, ma altrettanto importante che vedano in noi una figura autorevole, più esperta di loro e che li consiglia per il loro bene. Condividere aneddoti del nostro passato dai quali abbiamo tratto insegnamento per stigmatizzare degli atteggiamenti sbagliati è un buon metodo per catturare la loro attenzione e far pesare la nostra esperienza. In questo modo i nostri figli imparano anche a conoscere meglio i loro papà e, ritrovandosi in alcune situazioni, si sentono responsabilizzati ad essere “migliori” di quanto non lo fossimo stati noi alla loro età.



ESSERE PRESENTI… QUANDO SIAMO PRESENTI!

 

Quanto detto sopra presuppone, da parte nostra, un coinvolgimento autentico. Per quanto possiamo essere stanchi o spossati, quando promettiamo ai nostri bambini attenzione dobbiamo essere davvero presenti! Spegniamo telefoni, pc e tablet, e godiamoci i nostri figli. Perché si sa, essere papà, è assolutamente meraviglioso…