Diventare Migliori: Insegnare la solidarietà ai bambini

24 febbraio 2019 - Dott.ssa Barbara Sereni e Dott.ssa Agnese Checchinato

Diventare Migliori: Insegnare la solidarietà ai bambini

Solidarietà: una parola che racchiude un concetto vastissimo, non semplice da definire ed insegnare; ma pensare di spiegarne il significato ad un bambino può rendere il compito più semplice.


Verso la prima metà dell’Ottocento, in Francia, i padri fondatori della sociologia introducono il termine “solidarietà”, nel significato di “legame di ciascuno con tutti”; termine che entrerà in uso nella sua accezione moderna per esprimere l’idea di una fratellanza universale tra gli uomini.

Solidarietà: una parola che racchiude un concetto vastissimo, non semplice da definire ed insegnare; ma pensare di spiegarne il significato ad un bambino può rendere il compito più semplice.

Come sappiamo i bambini, anche se talvolta ciò viene dimenticato, imparano più dai nostri comportamenti che dalle nostre parole. È quindi possibile trasmettere empatia e attenzione al prossimo sin dalla tenera età, con l’inizio della socializzazione: per fare un esempio, osservare una mamma che piega con cura dei vestiti stirati e profumati oramai dismessi per portarli ad una persona bisognosa, vale più di mille parole.

Spesso crediamo che con i bambini si debbano fare gesti eclatanti, si debba parlare loro di situazioni lontane e drammatiche per aiutarli a comprendere la fortuna che hanno…ma siamo sicuri che queste immagini e questi racconti arrivino chiari nella loro percezione? Siamo sicuri che li aiutino ad essere meno capricciosi, più empatici, altruisti e solidali? Forse c’è un modo di comunicare più semplice da poter usare con i nostri bambini, un linguaggio che aiuterebbe in primis i genitori ad essere persone maggiormente consapevoli e a vivere meglio, in un’ottica di solidarietà, le nostre giornate.

Questo linguaggio è il nostro atteggiamento, è il cercare di essere solidali con le persone che quotidianamente ruotano attorno alle nostre routine e alle nostre giornate, alla famiglia, al vicinato e così via.

La solidarietà può mostrarsi in svariati modi, ognuno di noi può chiudere gli occhi e pensare concretamente a quali siano le situazioni di tutti i giorni in cui è possibile dare questo esempio: solidarietà tra genitori nell’assolvere le incombenze di casa, solidarietà tra familiari nelle piccole e grandi problematiche di ogni giorno. Questi esempi, pur nella loro semplicità, hanno un’elevata efficacia nel favorire lo sviluppo, nel bambino, di una propensione all’altruismo.

Sarà proprio il bimbo a voler imitare questi comportamenti, partendo dal desiderio di partecipare alle routine giornaliere ed a generalizzare questo apprendimento negli altri contesti di vita (scuola, attività extrascolastiche etc.).

Un ulteriore aspetto che gli adulti possono curare, per stimolare il bambino in questo senso, è quello di cercare di riconoscere e di denominare le emozioni fin dai primi anni di vita.

Dare un nome alle emozioni permetterà ai piccoli di riconoscerle pian piano e farle così diventare sempre più parte del proprio bagaglio.

Da questi esempi emergono alcuni fondamenti della solidarietà, che è bene calare nella quotidianità di ogni relazione educativa.

VEDIAMO INSIEME ALCUNI CONSIGLI PRATICI:

- Dare, come genitori, il buon esempio: non pensare solo al bene della propria famiglia, ma anche a quello della società;

- Cercare di sviluppare l’empatia dei bambini: allenarsi a “Mettersi nei panni” dell’altro;

- Educare al team-building (il “Fare gruppo”): un bambino che sta bene nel gruppo e vive in cooperazione sarà probabilmente un adulto altrettanto cooperante;

- Imparare a rispettare le regole del gruppo sociale in cui si vive: questo valorizza il gruppo e contemporaneamente la propria posizione di singolo individuo;

- Favorire i giochi di gruppo e di squadra: sia le attività sportive, sia i momenti di gioco a più mani (es. giochi in scatola, giochi di ruolo ecc.) favoriscono la condivisione, la cooperazione, l’interscambio e parallelamente l’emergere delle qualità dei singoli e lo sviluppo dell’autostima;

- Narrare fiabe, raccontare storie ed utilizzare similitudini e metafore, facendo esempi pratici ai bambini: ciò stimola il valore del gruppo, della collaborazione e dell’amicizia;

- Trasmettere l’importanza del “Prendersi cura di…”: occuparsi con amorevolezza di una semplice pianta, di un oggetto prezioso o (per chi ha la possibilità di farlo con estrema consapevolezza) di un animale, stimola la capacità di comprendere i bisogni dell’Altro e di riconoscerne la priorità dinnanzi ai propri, in un’ottica di altruismo e solidarietà.