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Club degli insegnanti

03 agosto 2017

L’interesse per la scienza sta ai bambini come la passione per il gioco sta all’infanzia

Autore: Gabriella Santini

Quanto è sbagliato pensare che per comprendere la scienza si debba essere grandi e preferibilmente maschi? Tanto quanto è immenso l’universo, secondo me. E secondo voi?

La pensate come me oppure appartenete alla maggioranza della popolazione mondiale che ritiene ancora la scienza appannaggio di menti adulte e mascoline?

“Scienza” deriva dal latino scire, sapere; in particolare dal participio presente sciens scientis.

Analizziamo le due macro problematiche. La prima: quella della scienza vista come territorio quasi esclusivo degli adulti.

Fino a oggi, la materia delle scienze, soprattutto nelle Scuole italiane dell’infanzia, è stata una rarità affidata a maestre “illuminate” o alla voglia di innovazione di poche scuole, poiché sopravvive la convinzione che le menti piccole non possiedano la necessaria capacità di astrazione teorica. E dire che basterebbe considerare come la passione per la scienza sia innata nella stragrande maggioranza dei bambini senza distinzioni di età, di sesso, di capacità, di provenienza geografica, economica o sociale! Tutti i cuccioli d’uomo dimostrano da sempre fame di stimoli – giusto preludio a intelligenze vivaci e libere e a quozienti intellettivi in crescita -, e possiedono naturali curiosità, capacità indomabili a porre e porsi domande, trasposto istintivo per l’osservazione e per la sperimentazione; tutte doti tipiche degli scienziati professionisti di qualsivoglia disciplina dello scibile umano.

Potremmo propugnare, senza timore di sbagliare, che il rapporto già naturale – e quasi innato - con la scienza passa attraverso il gioco e si arricchisce e amplifica con esso.

Conforta sapere che le cose stanno cambiando visto che il Miur (Ministero dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca) incoraggia l'insegnamento delle scienze fin dai tre anni d’età e che è in atto una sensibilizzazione delle scuole, degli insegnanti e dell’opinione pubblica e la costruzione di nuove lauree in Scienze della formazione primaria che dal 2010 in avanti includono esami di matematica, fisica e chimica.

Ed ecco la seconda problematica: quella della scienza ritenuta un appannaggio prevalentemente maschile. L’ultima indagine internazionale condotta dall’Istituto francese di studi OpinionWay sul tema dimostra che il 67% dei cittadini europei intervistati ritiene che le donne non abbiano capacità sufficienti ad affrontare una carriera scientifica di alto livello; la percentuale sale al 70% in Italia.

Il divario negli studi scientifici, per esempio, si accentua tra gli adolescenti - solo il 35% delle ragazze è incoraggiato a scegliere studi scientifici -, e si distanzia irreparabilmente all’università.

Consigli e idee? Beh, oltre a esistere infinite – e sovente bellissime – offerte nel campo editoriale e in quello delle proposte ludiche per approcciare la scienza fin da piccoli, vi segnalo alcune chicche.

L’Isola Polvese, sul lago Trasimeno, si è dedicata alla scienza, con l’Isola di Einstein (http://www.isoladieinstein.it/), festival internazionale organizzato con la partecipazione di esperti divulgatori, scienziati, attori e musicisti provenienti da tutta Europa che raccontano la scienza usando i linguaggi dello spettacolo.

Anche i musei scientifico tecnologici e i centri scientifici hanno il compito di colmare il gap esistente tra la sempre crescente complessità delle tematiche tecnico-scientifiche e la lontananza affettiva e culturale dai cittadini “comuni”. L’obiettivo è formare, a volte anche solo implementare, una vera cittadinanza scientifica, sapiente complesso di competenze atte a utilizzare tutte le nuove implicazioni tecnologiche e scientifiche nella quotidianità. Per questo è nato un sito, In viaggio con la scienza (http://www.viaggioscienza.it), che mostra tante proposte didattiche aperte alle scuole e ai ragazzi, e che illustra possibilità di viaggi di istruzione come momenti di accrescimento culturale.

Tanti anche gli spunti e le iniziative, tra cui segnalo l’associazione culturale per bambini Leoscienza (http://www.leoscienza.it/), dedita alla divulgazione, e il museo dei bambini Explora (https://www.mdbr.it/) a Roma.






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25 luglio 2017

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